Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Anassagora

  Chi era Anassagora Anassagora di Clazomene (V sec. a.C.) fu uno dei primi veri scienziati. Visse ad Atene, dove introdusse la filosofia e spiegò i fenomeni naturali senza ricorrere agli dèi, ma attraverso cause naturali. Le sue scoperte sul cosmo Anassagora ebbe una visione più realistica dell’universo: Il Sole è molto più grande del Peloponneso e appare piccolo solo perché è lontano. La Luna sembra più grande perché è più vicina alla Terra. La teoria dei semi Secondo Anassagora, tutto è formato da piccolissime particelle invisibili chiamate semi ( omeomerie ). Ogni cosa contiene semi di tutte le altre cose, ma in proporzioni diverse → per questo dice che “ tutto è in tutto ”. I semi sono infiniti, divisibili e differenti per qualità (semi di oro, di pietra, di sangue, ecc.). All’inizio, i semi erano tutti mescolati insieme; poi si sono separati e ordinati, dando origine al mondo così come lo conosciamo. Il nous: l’intelligenza ordinatrice Per spiegare l’origine ...

Empedocle

Empedocle di Agrigento Filosofo, poeta, medico e mago del V secolo a.C., Empedocle è uno dei primi pensatori a unire filosofia e scienza. Le quattro radici Nel poema Sulla natura , spiega che tutto l’universo nasce da quattro elementi fondamentali o “radici”: 👉 fuoco, aria, acqua e terra. Questi elementi sono eterni e immutabili, ma si mescolano in modi diversi per formare tutte le cose del mondo. Amore e Odio Due forze cosmiche regolano l’unione e la separazione degli elementi: Amore (filìa) → unisce e armonizza; Odio (neîkos) → divide e distrugge. L’universo vive in un ciclo continuo, in cui Amore e Odio si alternano: quando prevale Amore, tutto è unito e perfetto ( lo sfero ); quando domina Odio, tutto è separato Empedocle e la scienza Anche se non portò scoperte scientifiche concrete, il suo pensiero unisce osservazione naturale, filosofia e medicina. Credeva che comprendendo la natura si potessero curare malattie, disastri naturali e dolori umani, anticipando ...

Zenone e i paradossi logici

Immagine
Zenone di Elea, vissuto intorno al 489 a.C., fu discepolo di Parmenide e difese le sue dottrine sull’unità e immutabilità dell’essere. Con argomenti logici molto ingegnosi cercò di dimostrare che chi crede nella molteplicità o nel movimento cade in contraddizione. Un esempio famoso è il paradosso di Achille e la tartaruga: se lo spazio è infinitamente divisibile, Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga che ha un piccolo vantaggio, perché dovrà percorrere infiniti punti intermedi. Il paradosso mette in dubbio la possibilità del movimento. Aristotele risolse il problema distinguendo tra lo spazio reale (finito) e l’infinità solo teorica, spiegando così come Achille possa superare la tartaruga nella realtà.

Parmenide e il pensiero dell’essere

Immagine
Parmenide , filosofo di Elea vissuto nel V secolo a.C., è il fondatore della scuola eleatica e mette al centro della sua riflessione l’essere. Nel suo poema " Sulla natura ", scritto in versi, Parmenide espone una dottrina razionale: solo l’essere esiste e può essere pensato, mentre il non essere non esiste e non può neppure essere pensato o detto. Da questa idea deriva una visione del mondo: l’essere non nasce, non muore, non cambia e non si muove, perché ciò implicherebbe passare dal non essere all’essere, cosa impossibile. L’essere, quindi, è uno, necessario, omogeneo, finito e perfetto. Parmenide elabora anche i principi logici fondamentali della filosofia: principio di identità = l’essere è se stesso; principio di non contraddizione = non può essere e non essere insieme; principio del terzo escluso = una cosa o è, o non è Video

Eraclito e l’esperienza del divenire

Immagine
Eraclito , vissuto tra VI e V secolo a.C., è una delle figure più importanti della filosofia. Il pensiero di Eraclito si fonda su due concetti principali:  Il flusso universale: t utto è in continuo mutamento, nulla resta immobile: “tutto scorre” ( pánta réi ). Ogni cosa nasce, cambia e si trasforma in qualcos’altro. Il simbolo di questo eterno divenire è il fuoco , elemento che distrugge e crea, rappresentando l’energia vitale dell’universo. Il lógos e la legge dei contrari: d ietro l’apparente disordine del mondo esiste un ordine razionale (il lógos), comprensibile solo ai “svegli”, cioè ai filosofi. Tutti gli opposti bene e male , giorno e notte , vita e morte sono in conflitto ma anche inseparabili: l’uno esiste solo grazie all’altro.

I pitagorici e la concezione matematica della natura

Immagine
  1. Contesto storico Fine di Mileto: distrutta dai Persiani, spostando la cultura greca verso la Magna Grecia. Pitagora va a Crotone e fonda una scuola filosofico-religiosa: Carattere sacrale e ascetico. Divisione dei discepoli: Acusmatici: ascoltatori, seguono silenzio e disciplina. Matematici: studio e discussione delle dottrine. Accettazione delle donne nello studio e nella vita della scuola. 2. Dottrine fondamentali dei pitagorici Dottrina dell’anima:  L’anima è immortale e divina, imprigionata nel corpo per una colpa originaria. Ciclo di reincarnazioni fino all’espiazione delle colpe. Dottrina del numero Unità e geometria: 1 = punto 2 = linea (due punti) 3 = superficie (tre punti) 4 = solido (quattro punti) → base di ogni corpo fisico Dualismo numerico e universale: Dispari = limitato, perfetto, bene, forma Pari = illimitato, imperfetto, caos, materia Numeri come simboli morali e sociali: 1 → intelligenza 2 → opinione incerta 4 → giustizia 10 → numero perfetto...

I primi filosofi ionici

Immagine
La filosofia nasce in tra il VII e il VI secolo a.C. come ricerca razionale dell’origine e del funzionamento del mondo, sostituendo spiegazioni mitiche con osservazioni naturali. I primi filosofi ionici, Talete , Anassimandro e Anassimene , cercarono un principio originario (arché) da cui tutto deriva. Talete vede l’acqua come principio primordiale, osservando la sua importanza per la vita e i fenomeni naturali. Anassimandro introduce l’ápeiron, principio indeterminato e infinito, da cui tutte le cose derivano attraverso processi naturali di separazione e differenziazione. Anassimene identifica l’aria come principio fondamentale, spiegando i cambiamenti del mondo attraverso condensazione e rarefazione.