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Platone

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  La conoscenza come reminiscenza (Anamnesi) Per Platone, conoscere non significa imparare qualcosa di nuovo, ma ricordare. L’anima, prima di nascere, viveva nell’Iperuranio, il mondo delle Idee perfette. Quando nasce, dimentica tutto. Le esperienze nel mondo reale aiutano l’anima a ricordare ciò che già sapeva.  Nel dialogo Menone, Platone racconta che uno schiavo, guidato da Socrate, riesce a risolvere un problema di geometria pur non avendola mai studiata: significa che la conoscenza era già dentro di lui.  Dualismo tra realtà e conoscenza Platone divide la realtà in due livelli:  Mondo delle Idee Perfetto, eterno, immutabile Si conosce con la Scienza (epistème) È una conoscenza sicura e razionale  Mondo delle cose materiali Imperfetto, mutevole Si conosce con l’Opinione (dòxa) È una conoscenza incerta, basata sui sensi  Il nulla non si può conoscere.  Quindi: a ogni tipo di realtà corrisponde un tipo di conoscenza.  I quattro gradi della conos...

Socrate e Platone

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  Chi era Socrate Socrate era un filosofo greco che non ha scritto nulla: insegnava parlando e discutendo con le persone. Quello che sappiamo di lui viene soprattutto da: Platone (suo allievo), Senofonte, Aristofane, Aristotele. Fisicamente era considerato brutto, ma era molto forte moralmente, coraggioso e coerente.  Il Metodo di Socrate Socrate insegnava con il dialogo, usando due momenti: Ironia: fingeva di non sapere e faceva domande per far capire agli altri che in realtà non sapevano davvero quello che credevano. Maieutica: aiutava le persone a “tirare fuori” la verità da sole, come una levatrice aiuta a far nascere un bambino. Socrate non dava risposte già pronte. Faceva domande per aiutare gli altri a riflettere e trovare da soli la verità. Aveva grande fiducia nell’uomo: chi ascolta la propria anima può capire cos’è il bene e diventare virtuoso.  Non dava risposte pronte, ma insegnava a pensare.  La Virtù secondo Socrate Per lui la virtù (areté) non è forza ...

I sofisti

  I Sofisti sono presentati come i primi insegnanti a pagamento (a partire dal V secolo a.C.) che spostarono l'interesse filosofico dalla natura all'uomo, introducendo l'umanesimo nel pensiero greco. Erano intellettuali che operavano nel campo della morale, della politica, del linguaggio e della società. 1. La Figura di Protagora • Centralità dell'Uomo: Protagora è celebre per l'affermazione "L'uomo è misura di tutte le cose" (homo mensura), che può essere interpretata come un relativismo radicale: la realtà è relativa al singolo individuo e alla sua percezione. • La Tecnica della Parola: La parola e il dialogo (la rhetorica o arte sofistica) acquistano un valore fondamentale non per la ricerca di una verità assoluta, ma come strumento di persuasione ed efficacia per orientare la vita sociale e politica. Il metodo è quello del "contro-logòs" (argomentare a favore o contro ogni tesi) per dimostrare l'importanza della doxa (opinione) e l...

Anassagora

  Chi era Anassagora Anassagora di Clazomene (V sec. a.C.) fu uno dei primi veri scienziati. Visse ad Atene, dove introdusse la filosofia e spiegò i fenomeni naturali senza ricorrere agli dèi, ma attraverso cause naturali. Le sue scoperte sul cosmo Anassagora ebbe una visione più realistica dell’universo: Il Sole è molto più grande del Peloponneso e appare piccolo solo perché è lontano. La Luna sembra più grande perché è più vicina alla Terra. La teoria dei semi Secondo Anassagora, tutto è formato da piccolissime particelle invisibili chiamate semi ( omeomerie ). Ogni cosa contiene semi di tutte le altre cose, ma in proporzioni diverse → per questo dice che “ tutto è in tutto ”. I semi sono infiniti, divisibili e differenti per qualità (semi di oro, di pietra, di sangue, ecc.). All’inizio, i semi erano tutti mescolati insieme; poi si sono separati e ordinati, dando origine al mondo così come lo conosciamo. Il nous: l’intelligenza ordinatrice Per spiegare l’origine ...

Empedocle

Empedocle di Agrigento Filosofo, poeta, medico e mago del V secolo a.C., Empedocle è uno dei primi pensatori a unire filosofia e scienza. Le quattro radici Nel poema Sulla natura , spiega che tutto l’universo nasce da quattro elementi fondamentali o “radici”: 👉 fuoco, aria, acqua e terra. Questi elementi sono eterni e immutabili, ma si mescolano in modi diversi per formare tutte le cose del mondo. Amore e Odio Due forze cosmiche regolano l’unione e la separazione degli elementi: Amore (filìa) → unisce e armonizza; Odio (neîkos) → divide e distrugge. L’universo vive in un ciclo continuo, in cui Amore e Odio si alternano: quando prevale Amore, tutto è unito e perfetto ( lo sfero ); quando domina Odio, tutto è separato Empedocle e la scienza Anche se non portò scoperte scientifiche concrete, il suo pensiero unisce osservazione naturale, filosofia e medicina. Credeva che comprendendo la natura si potessero curare malattie, disastri naturali e dolori umani, anticipando ...

Zenone e i paradossi logici

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Zenone di Elea, vissuto intorno al 489 a.C., fu discepolo di Parmenide e difese le sue dottrine sull’unità e immutabilità dell’essere. Con argomenti logici molto ingegnosi cercò di dimostrare che chi crede nella molteplicità o nel movimento cade in contraddizione. Un esempio famoso è il paradosso di Achille e la tartaruga: se lo spazio è infinitamente divisibile, Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga che ha un piccolo vantaggio, perché dovrà percorrere infiniti punti intermedi. Il paradosso mette in dubbio la possibilità del movimento. Aristotele risolse il problema distinguendo tra lo spazio reale (finito) e l’infinità solo teorica, spiegando così come Achille possa superare la tartaruga nella realtà.

Parmenide e il pensiero dell’essere

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Parmenide , filosofo di Elea vissuto nel V secolo a.C., è il fondatore della scuola eleatica e mette al centro della sua riflessione l’essere. Nel suo poema " Sulla natura ", scritto in versi, Parmenide espone una dottrina razionale: solo l’essere esiste e può essere pensato, mentre il non essere non esiste e non può neppure essere pensato o detto. Da questa idea deriva una visione del mondo: l’essere non nasce, non muore, non cambia e non si muove, perché ciò implicherebbe passare dal non essere all’essere, cosa impossibile. L’essere, quindi, è uno, necessario, omogeneo, finito e perfetto. Parmenide elabora anche i principi logici fondamentali della filosofia: principio di identità = l’essere è se stesso; principio di non contraddizione = non può essere e non essere insieme; principio del terzo escluso = una cosa o è, o non è Video